martedì 19 gennaio 2010

Il problema della Juve...Ferrara, la Dirigenza o l'Ordine del Giorno del CdA?

Non so se ispirato da cieca convinzione in se stesso, orgoglio o lucida follia, gia' domenica pomeriggio Ferrara aveva comunque capito tutto e non solo decideva di non lasciare la barca, ma rilanciava alla grande, permettendosi il lusso d'inchiodare la dirigenza alle sue responsabilità.
"Io non mollo" - dichiarava nel post gara - "Non voglio trovare alibi, scuse, come le assenze importanti, la rosa ristretta, giocatori che non sono in grosse condizioni e altri che avrebbero bisogno di rifiatare. La Dirigenza deve valutare tutto, la squadra, l'allenatore, lo staff dirigenziale. Se il problema è l'allenatore, la società me lo dirà, ma non mi è stato riferito nulla".

Non più tardi di ventiquattro ore, il vertice societario abboccava come un'alborella all'amo di un pescatore al primo lancio, forse in onore alla nuova pescheria di Gattuso. Alle sette di ieri sera, infatti, si concludeva il colloquio di tre ore tra Ciro Ferrara e la dirigenza bianconera nella sede della Juventus.

Il sorriso del mister che rispondeva solo con un cenno d'assenso ai cronisti che gli chiedevano come fosse andato l'incontro, diceva gia' tutto. E Bettega certificava il tutto poco dopo, confermando ancora una volta Ciro il Grande alla guida della Juve. "Il suo non era un sorriso bugiardo" - spiegava il Vice Direttore Generale - "andiamo avanti con lui in panchina. La dirigenza ritiene che il problema non sia lui. Mercato? Il nostro primo acquisto è Sissoko".

Qui le interpretazioni sono diverse, c'e' chi punta il dito sulla mancanza di valide alternative, chi pensa alla Roma come ultima spiaggia (Chiellini e' pero' incerto, "puo' rilanciarci ma anche affossarci"), chi pensa davvero alla possibile ripresa, specie se la Juve comincia a recuperare i pezzi da novanta attualmente fuori (a cominciare da Momo Sissoko, eliminato oggi con il Mali dalla Coppa d’Africa e a Torino da giovedì, ma occorre verificare le condizioni sue e di Grygera e Cannavaro, operati ieri mattina al naso).

Ma se la spiegazione fosse più semplice? Ricordiamoci che la Juve e' l'unica societa' di calcio al mondo dove prima di prendere una decisione, occorre riunire il Consiglio di Amministrazione. Forse, non era ancora stato deciso l'Ordine del Giorno!

lunedì 18 gennaio 2010

Nel post gara contro il Chievo, Bettega rassicura i tifosi di Juve e...Arezzo!

La cupa disperazione della gara contro il Chievo, trova sollievo nelle dichiarazioni post gara di Roberto Bettega, che rispetto a Blanc é molto più decisionista, se non sull'allenatore, certamente sui giocatori. "La squadra è altalenante" - ha dichiarato - "trova difficoltà ad adattarsi al modo in cui l'avversario affronta la partita, al di là degli infortuni. Il Milan è venuto fuori dalla crisi con la fiducia nei giocatori e nell'allenatore: cercheremo di fare lo stesso senza fare ritorno sul mercato, visto che abbiamo giocatori importanti".

Se l'Inter ha preso Pandev e cerca Ledesma e Kolarov oltre a Julio Baptista (i giocatori in rosa sono pochi), il Milan Beckham, la Roma Toni, il Napoli Dossena, la Fiorentina Felipe, Ljajic e Bolatti, la Juve ha cercato inutilmente Lanzafame e ha poi riportato a casa Yago e Paolucci.

Se gli juventini tirano un sospiro di sollievo visti i precedenti Tiago, Poulsen, Melo, Grosso e chi più ne ha più ne metta, figuratevi gli aretini, che in squadra di giovani ex primavera Juve ne hanno ben quattro: il terzino sinistro Rizza, il centrocampista Venitucci, le punte Maniero ed Essabr. Con l'aria che tira, quattro possibili obiettivi di mercato dell'illuminata dirigenza.

Moglie mia stai tranquilla: questa sera niente Arezzo-Varese su Rai Sat Più, per studiare gli ipotetici rinforzi; vediamoci pure un bel film!

domenica 17 gennaio 2010

Contro il Chievo, ennesima sconfitta e...bagno di sangue!

Se i numeri dicono che l’odierna sconfitta contro il Chievo è storica, in quanto non si era mai verificata nelle precedenti quindici sfide, il film della stagione non l’ha resa certo imprevedibile o imprevista, anzi la fa rientrare nella logica delle cose, tenuto conto che nelle ultime cinque partite (escludendo la parentesi di Coppa Italia) la Juve ha vinto una sola volta, proprio come il Chievo, grazie a noi poveretti.
In questo momento, del resto, anche il Real Vidigulfo sarebbe un teorema insolubile per la Juve, con l’allenatore incapace di dare un gioco, tanti giocatori rotti o non disponibili e quei pochi sani non in condizione - per usare un eufemismo -, la dirigenza perennemente impreparata a dare una svolta.

Come già in precedenti occasioni, nel primo tempo la Juve è presente sul campo solo con il nome, ma senza arte né parte, niente gioco e men che meno tiri in porta, anzi è salvata prima da Buffon al minuto 1 (!) su Abbruscato, poi dal pessimo arbitro (non vede un fallo da rigore su Sardo di Grosso, eternamente in sfida con Melo per la palma di peggiore in campo, oggi finisce alla pari), infine dal bravissimo guardalinee che rileva la netta spinta dello stesso Abbruscato su Chiellini vanificando l’autogol, ma nulla può sul tiraccio di Sardo su cui più di De Ceglie è da comiche il tentativo di chiusura dell’ineffabile Melo.
La Juve non si scuote, Diego e ancor più Del Piero non incidono, Paolucci al debutto dopo il ritorno a casa si sbatte ma non è Messi né Mandrake, Marchisio è fuori posizione, le idee sono poche e confuse e ci si affida, come sempre, a corner e punizioni da metà campo.

La ripresa é “deserto rosso”, deserto come le trame della Juve, sterile, impotente, lenta, incartata su sé stessa, capace (si fa per dire) solo di un’innocua punizione di Del Piero e di un colpetto di testa di Cannavaro, rosso come il sangue che scorre grazie all’assoluto e inatteso protagonista memorabile di una gara mediocre, il suo nome è Granoche, il suo soprannome Diablo.
L’uruguagio, non contento di aver steso nel primo tempo Grygera con un fallo da espulsione diretta che lo manda all’ospedale con trauma cranico e frattura del setto nasale, abbatte prima Zebina (ricompensato con maglia e calzoncini zuppi di sangue, turbante in testa e ammonizione sul groppone) e Cannavaro, stesso trattamento anche se forse involontario. Per fortuna di “Rocky” Ferrara, Blanc e Bettega non hanno lo stesso colpo da ko, anche perché prima dovrebbero sentire il CdA!!!

mercoledì 13 gennaio 2010

Diego Adriana salva Rocky Ferrara e trascina Del Piero in Coppa Italia nel 3-0 contro il Napoli

Felicità e soddisfazione - senza se e senza ma - questa sera, dopo la bella vittoria contro il Napoli.
Nessuna tentazione di sottacere i tanti meriti di tutto il gruppo in una partita difficile per l’ambiente ostile, la depressione post Milan e le altre delusioni, la crisi d’identità di molti giocatori, un allenatore all’ultima spiaggia e chi più ne ha più ne metta. Né tanto meno di ritrattare anche solo una delle critiche mosse nell’ultimo mese, che non solo si confermano valide, ma sono assolutamente giustificate proprio dalla convincente prestazione odierna.
Spesso, quando si è disperati e non si può fare altrimenti, diventa difficile sbagliare ed è quello che è successo a mio parere questa sera ad un Ferrara fino a domenica in preda alla confusione più totale. Dunque oggi Ciro il Grande (nonostante gli errori resta una splendida persona e un grande idolo) schiera la miglior difesa (a parte il disastroso terzino sinistro che comunque toglie all’inizio del secondo tempo e sostituisce con Grygera, ottima idea anche per il futuro), un centrocampo semplice ma credibile con Felipe Melo tra Brazzo (uno che sta stare in campo, dotato d’intelligenza calcistica fuori dal comune) e De Ceglie (nella posizione che meglio lo valorizza e dove può liberare la sua corsa), Diego trequartista con a disposizione giocatori veloci sulle fasce e due punte vere. In più la Juve, nonostante Grosso, nonostante il fantasma di Amauri (che ha letteralmente dimenticato come si gioca) aggiunge una parvenza di gioco, qualche trama apprezzabile, una convinzione decente e, diciamolo finalmente, un grande, magnifico Diego, tornato autentico trascinatore e luce per i compagni.
Il brasiliano sfodera un bel gol al 24', al termine di un’azione corale - iniziata da De Ceglie e proseguita da Brazzo - che Datolo cerca d’inficiare buttandosi a terra senza essere toccato, gioca di prima, dà ritmo e velocità, si vedono finalmente discrete giocate come il colpo di testa di Amauri al 9' che Cigarini salva sulla linea di porta, un tiro un po' scentrato di De Ceglie e, dopo il gol, un altro divorato da Del Piero sotto misura, dopo un errore difensivo napoletano.
Nel secondo tempo, dopo i primi dieci minuti un po’ sotto tono, la Juve continua con il buon fraseggio della prima frazione e con qualche piacevole iniziativa, prima il tentativo di Melo, poi il palo del 28 con tiro dal limite, quindi lo splendido cross di Caceres lanciato ancora da Diego per il piatto di giustezza di Del Piero, infine la grande accelerazione del nostro eroe su assist di Del Piero che porta al rigore gentilmente offerto allo stesso capitano che lo trasforma in sicurezza e si merita la standing ovation.
Il Napoli si vede solo per la legnata finita sulla traversa di Hamsik entrato al 15', nonostante le dichiarazioni di quel fenomeno di Mazzarri che già pensava ad un'altra rapina a mano armata dopo il 2-3 in campionato. Ma oggi la musica era diversa e possiamo prenderci una pausa dalle critiche, guastata solo dal solito infortunio al grezzo ma dinamico Caceres. Pronti domani a riprenderle, quando si tenterà di rinforzare la squadra (come deciso oggi dal CdA, alleluja!) con il prestito di Lanzafame in cambio della comproprietà di Mirante o con altre soluzione di lucida follia e incapacità calcistica.

lunedì 11 gennaio 2010

Siamo come l'Inter di Fraizzoli, Pellegrini e Moratti prima dei telefonini...

Adesso basta, si sta esagerando.
Ricapitoliamo la situazione per sommi capi da un mese a questa parte, ricordando che - sarà ovviamente una coincidenza - ma tutto è nato dopo il ben servito a Cobolli Gigli, perchè a Monsieur Blanc non bastavano le cariche di Amministratore delegato e Direttore Generale per far danni, voleva anche la Presidenza: sconfitta con il Bayern e eliminazione dalla Champions, sconfitta a Bari, operazione di Buffon, disastro in casa con il Catania, Blanc che se la prende con i giornalisti che ce l'avrebbero con lui perchè francese, pareggio con l'Al Ittihad con difesa imbarazzante, dichiarazione che la Juve non ha bisogno di rinforzi (mentre l'Inter prende Pandev), Bettega assunto come Vice Direttore Generale dopo la cacciata di due anni prima, vittoria con un tiro e mezzo in porta a Parma, infortunio a Trezeguet (40 giorni), cessione di Molinaro in prestito, idem per Tiago (ma fatto ritornare a Torino per scaldare la panca contro il Milan), infortunio a Giovinco (25/30 giorni fuori), disfatta in casa con il Milan, infortunio a Poulsen (due mesi), mercato di riparazione incentrato su Lanzafame (!) che il Parma giustamente non molla (!!), voci di Zoff come traghettatore, Ferrara che rimane e trova il tempo di polemizzare con Maifredi (che da parte sua ha anche il coraggio di parlare, dopo gli scempi del passato).
Qui siamo alla follia, perdiamo i punti (e i pezzi) e pensiamo a Lanzafame? Perdiamo ogni traguardo (mercoledì usciremo dalla Coppa Italia) - la faccia l'abbiamo gia' persa da un pezzo - e non cambiamo allenatore?
L'unica cosa intelligente l'ha detta Lapo, che sarà pure un po' particolare ma almeno ci vede ancora, questa Juve é raccapricciante.
Sono ancora incerto se dirlo, sono stato tentato nel passato di scriverlo, mi sono trattenuto, ma non ce la faccio più, devo vomitarlo: siamo come l'Inter, sì, l'ho detto e l'ho scritto, adesso sto meglio, mi sento più sollevato, siamo come l'Inter di Fraizzoli, Pellegrini e Moratti prima dei telefonini.
Grazie Blanc, grazie Secco.

domenica 10 gennaio 2010

Il Milan batte l'Ascoli e Ferrara va a casa!

Per l'ultima deprimente recita, Ferrara pensa di ripetere il trucchetto di Parma e questa volta schiera direttamente l'Ascoli contro il Milan.
La partita dura venticinque minuti, tutti dietro, nessun tiro in porta ovviamente ma i bianconeri tengono abbastanza facilmente.
Poi i due Fichi d'India schierati ancora a centrocampo, decidono di far ridere anche i polli, ciccano la palla su corner e Nesta insacca da un metro. Poi tre tiretti di Chiellini, uno a fine primo tempo e un paio all'inizio del secondo, nessuna azione, doppietta di Dinho ancora su calcio d'angolo deviato da De Ceglie e poi su cross dalla destra in mezzo alla nebbia dei fumogeni.
Come volevasi dimostrare, si é perso del tempo prezioso inutilmente, Ferrara andava mandato a casa dopo l'ultima di dicembre con il Catania. Adesso speriamo in un miracolo.
N.B. Il Milan non ha fatto molto, poteva almeno evitare di passare l'intero primo tempo per terra e soprattutto esultanze così clamorose per una simile vittoria. Non mi sembra che battere l'Ascoli sia poi una gran prodezza.

mercoledì 6 gennaio 2010

Nella calza della Befana a Parma, la Juve trova la vittoria ma non la soluzione ai problemi

Quando dopo soli due minuti di gioco, Diego conquista con una azione travolgente sulla fascia sinistra un calcio d’angolo e, sulla magica traiettoria, Chiellini stacca imperiosamente di testa e Brazzo devia di giustezza in rete, alcuni dei seguenti pensieri saranno affiorati nelle menti più sprovvedute:

1) Blanc ha fatto bene a confermare Ferrara;
2) Il rientro di Bettega ha dato fiducia e tranquillità all’ambiente (ma non alla tribuna d'onore, dove si é distinto - sic - l'Assessore alla sicurezza - doppio sic - del Comune di Parma);
3) Ferrara ha trovato la soluzione ai problemi della Juve e si è meritato il panettone;
4) I giocatori hanno reagito al periodo difficile e ritrovato unità d’intenti e giuste motivazioni.

Chissà se novantasei minuti dopo, senza gioco e soprattutto senza uno straccio di tiro porta - a parte l’autogol di Castellini che dà il vantaggio definitivo alla Juve dopo il pareggio dell’ex Amoruso – qualcuno avrà avuto il coraggio di fare anche una sola di quelle considerazioni.

In effetti, se non è record vincere 2-1 con un tiro e mezzo in porta, poco ci manca e non è un modo di dire figurato, la Juve non ha proprio tirato in porta, non è mai stata pericolosa, non ha mai congegnato alcuna trama offensiva degna di questo nome; ha fatto una partita solida, questo lo concediamo, senza buttarsi in avanti alla garibaldina e regalare contropiedi assurdi, in questo favorita dal ritorno al classico 4-4-2, con il rientrante Chiellini, l’unico a giocare da vero campione in questa squadra, al posto dello squalificato Cannavaro, due centrocampisti a fare schermo davanti alla difesa (Felipe Melo e Poulsen), Brazzo a destra e Marchisio a sinistra, Diego dietro Trezeguet.

Certo, è meglio vincere che perdere come invece è accaduto in cinque delle ultime sei partite, non c’è bisogno di scomodare Catalano, ma occorre anche convincere, perché se si crede che per uscire dal tunnel sia sufficiente imboccare le scorciatoie come si è fatto oggi, non si farà davvero strada.

Occorre in primo luogo dare un gioco credibile e veloce alla squadra, trovare soluzioni diverse rispetto agli imbarazzanti terzini attuali, acquistare un regista vero per costruire una mediana di qualità con Felipe Melo e Sissoko (con l’ottimo Marchisio prima alternativa), mettere in condizione Diego di esprimere le sue doti e rinforzare gli avanti con una punta rapida, guizzante e imprevedibile, capace di saltare l’uomo e tirare in porta, sperando che gli infortuni diano tregua (col Parma é finito ko Trezeguet) e confidando prima o poi in uno staff medico e atletico all’altezza della situazione.
Per far questo, non serve la rivoluzione, ma da un lato avere la lucidità e il coraggio dimostrati lo scorso anno, a due giornate dalla conclusione, mandando giustamente a casa Ranieri, dall’altro mettere la mano al portafoglio e soprattutto avere le giuste intuizioni. Altrimenti, si rischia solo di prolungare l’agonia e di fallire i traguardi rimasti (Coppa Italia, Europa League e qualificazione alla prossima Champions) che vittorie di Pirro come quella di Parma, potrebbero mettere a dura prova.