sabato 20 febbraio 2010

Finalmente svelato il mistero. Mourinho discepolo di Di Pietro!

Inter-Sampdoria finisce 0-0 ma finalmente svela un grande mistero.
Gli indizi erano in realtà molti, il campionario di insulti nei confronti degli avversari (solo per citare gli ultimissimi, De Laurentis, Mazzarri, Roma, Juventus) lo facevano presagire ma dopo il gesto delle manette tra la prima (fallo da ultimo uomo di Samuel su Pozzi) e la seconda espulsione contro (fallaccio di Cordoba ancora su Pozzi), ovviamente sacrosante, ormai é tutto chiaro. Mourinho s'ispira a Di Pietro!
La partita dice anche le seguenti cose:
1) In Italia le squadre hanno soggezione dell'Inter, la Samp non ha fatto un tiro in porta in quasi un'ora di doppia superiorità numerica, anzi si é salvata per miracolo sul tiro di Eto'o nel finale;
2) Il livello del campionato italiano é bassissimo;
3) L'arbitro Tagliavento é stato il migliore in campo, soprattutto quando non ha fischiato il rigore a favore di Eto'o che si butta in area e poi non lo espelle per doppia ammonizione dopo il primo giallo e le proteste isteriche, altrimenti chissà che pianti i piangina (vedere lo striscione su Bayern-Fiorentina per credere)!

Nel torneo olimpico di hockey la sorprendente Svizzera batte la Norvegia 5-4

La Svizzera batte la Norvegia 5-4 e s'aggiudica una delle più belle partite fin qui disputate, grazie anche alla continua alternanza di emozioni e vantaggi.

Parte forte la nazionale elevetica che dopo un'azione confusa sottoporta conclusa con un salvataggio di pattino di un difensore norvegese a portiere battuto, si vede attribuire un penalty fallito da Domenichelli; ma la rete è questione di secondi e la segna Sprunger. Poi pareggio di Vikingstad.

Nel secondo periodo, dopo un'incursione di Sbisa, Norvegia in vantaggio con Hansen che trova il gol con un gran tiro blu che sorprende Hiller con la complicità di Seger.
Hiller é spesso indeciso e manca poco che Vikingstad ne approfitti, dall'altra parte Wick, in forma smagliante, si conferma con una secca conclusione a rete per il nuovo pareggio e poi dà il là al vantaggio con Seger che arriva da dietro, allunga il disco per Sannitz che con un numero da circo lo controlla, se lo palleggia sulla stecca e lo mette in rete in backhand.
Dopo che Pluss sfonda la porta pattinando di forza e proteggendo alla grande il disco ma non trova la via della rete, Zuccarello da fuoriclasse ubriaca Sannitz e in backhand serve Vikingstad sottoporta che conclude perfettamente alla sinistra di Hiller per il 3-3.
Un'occasionissima dalla blu con Hiller che lascia il rimbalzo conclude il secondo periodo, 24-12 i tiri ma sostanziale equilibrio, 10 minuti di penalità regalati dalla Svizzera contro i 2 dei norvegesi più disciplinati anche se meno forti.

In apertura di terzo periodo, Bastiansen manda Jeannin ripetutamente al bar ma poi Hiller lo stoppa, Rutheman va vicino al gol, Wick dà ancora spettacolo e sull'unica penalità del drittel per un "Too many players" fischiato alla Norvegia, prima spara sul portiere Domenichelli, poi sale in cattedra ancora Wick prima con un potente slap che sorvola la traversa, poi con stupendo assist, fraddo e lucido, per Blindenbacher che realizza al volo. Ma Vikingstad non ci sta e il tiro sporco di Jacobsen finisce sulla traversa, ancora pericoli da Thoresen per Zuccarello ma é sempre Vikingstad che firma il 4-4: Thoresen recupera e serve "Go Dad" che di rovescio fa secco al settimo tiro in porta Hiller.
A questo punto sono indeciso se tenere agli svizzeri di cui amo l'hockey o la Norvegia di cui ammiro le donzelle, lascio al fato l'ardua sentenza che arriva ai supplementari, anche se c'è ancora tempo per un duello all'(h)ok corral(!) tra Vik and Wick e i loro compagni di prima linea che si sfidano al'arma bianca, 36 a 21 i tiri.

Il breve overtime é da fuochi artificiali, Zuccarello é imrendibile, prima assist per Vik poi si fuma il suo difensore ma non é fortunato.
Le due squadre se le danno di santa ragione anche non in senso metaforico, visti i tanti falli che gli arbitri decidono (forse giustamente) di ignorare.
L'azione decisiva é da cineteca: la inizia Lemm che slalomeggia come il miglior Von Gruningen, tenta di andare in rete, s'allarga ma da posizione defilata serve ancora Lemm che sottoporta sembra Trezeguet e devia fulmineo in rete.
Partita S-T-U-P-E-N-D-A e finale all'altezza.

Nelle altre partite di giornata, la Svlovacchia sorprende ai rigori la Russia, 2-1, Marian Hossa risponde a Morozov e sesto rigore decisivo di Demitra, la Repubblica Ceca asfalta la Lettonia (apre Krejci e, tra gli altri, gran gol in superiorità numerica di Jagr).

venerdì 19 febbraio 2010

Playoffs di A2, Vipiteno sbanca l'Agorà e conduce 2-0 nella serie contro il Milano Rossoblù

Dopo la sconfitta in gara 1 per 7-2, una rete di Kaye al 56.39 decide gara 2 dei Quarti di Finale con il Vipiteno Broncos che batte ancora l’Hockey Milano Rossoblu, questa volta di misura per 2 a 1. In precedenza Wunderer autore del pareggio milanese dopo il vantaggio degli ospiti realizzato da Barg.

Primo periodo contraddistinto da numerose penalità, spesso fischiate a capocchia; con Braito e poi Raymo (per ritardo dl gioco) in panca puniti, la difesa rossoblu non corre alcun pericolo, Della Bella si fa trovare pronto su due conclusioni di Sottsas e Bustreo e, dopo un tentativo di Caletti in contropiede, è il Milano a godere di una doppia superiorità numerica ma senza alcun esito, anzi le conclusioni di Caletti e DeFrenza ben parate da Hell arrivano soltanto a squadre al conpleto.

Il secondo drittel é contraddistinto da un botta e risposta; a da Barg che lasciato solo soletto, fredda Della Bella con una botta all’angolino, risponde Wunderer, bravo a deviare una conclusione di DeFrenza dalla destra.
Le superiorità numeriche a favore di entrambe le squadre sono improduttive, forse per la tensione che rende imprecisi e scadenti gli schemi d'attacco.

Anche il terzo periodo di gioco é contraddistinto più dalle penalità (in particolare il 2′+10′ assegnato a DeFrenza) che dal bel gioco e dalle occasioni da rete.
Al 51.12 contropiede per il Milano con Migliore che non aggancia sotto porta il servizio di Caletti. Con il passare dei minuti il ritmo di gioco langue e tutto fa presagire la conclusione all'overtime. Al 54.23 buona occasione per Lanz, ma il suo tiro ’sporco’ viene neutralizzato da Della Bella. Delfino costringe al fallo Scardoni al 56.05, ma incredibilmente è il Vipiteno a passare in vantaggio al 56.39 con Kaye che sorprende Della Bella con un diagonale potente e preciso.

Scende il gelo in tutti i sensi sull'Agora (per fortuna sono nel lounge bar!) e il Vipiteno si porta sul 2-0 nella serie, con la possibilità di sfruttare il fattore campo in gara 3, domenica alle 18.30.

giovedì 18 febbraio 2010

Amauri zittisce l'Amsterdam Arena, Del Piero...Preziosi!

Finalmente una soddisfazione, piena, completa, ricca di tanti significati.
In primo luogo la bella vittoria, 2-1, ad Amsterdam contro un avversario giovane ma prestigioso come l'Ajax; la continuità di risultati, secondo successo di fila dopo due pareggi, quattro risultati utili consecutivi; il passaggio agli ottavi di Europa League ipotecato; l'unica vittoria in Europa della settimana di una squadra italiana, dopo il tonfo di Milan e Fiorentina, arriva infatti la gioia della sconfitta della Roma, segno che a febbraio sta davvero cambiando qualcosa; vittoria in rimonta e senza essere rimontati; due bei gol, voluti e cercati con azioni credibili; la doppietta di Amauri con lo zampino di Del Piero, altro che furbate o slealtà, come strillano istericamente Gasperini e Preziosi (Tu quoque!!!!), quest'ultimo con il suo linguaggio forbito.

Dopo il ritorno al gol di Amauri e la ritrovata forma del capitano, all'appello manca solo il miglior Diego, intanto apprezziamo il buon Zac che ha accantonato Grosso e Cannavaro, ha sostituito l'inguardabile Zebina, fra un pò recupera anche Camoranesi e Iaquinta e poi ritroviamo la stessa squadra dell'anno scorso, con Melo e Diego in più. Se anche i brasiliani ritornano ai loro livelli, allora l'apporto di Zac potrà dirsi positivo.
Da qui a dire che porteremo a casa il trofeo, ce ne passa e credo sarà assai difficile, anche ad Amsterdam la Juve ha sofferto tanto e concesso parecchio sottoporta, mostrando limiti nel costruire ed imporre il gioco, ma anche progressi e continua a recuperare giocatori, nel finale si è rivisto in campo Trezeguet.

Zac schiera a sorpresa la difesa a quattro, dietro, con Zebina e De Ceglie esterni bassi. In mezzo ai fianchi di Melo giocano Sissoko e Marchisio. Poi Diego dietro ad Amauri e Del Piero.
I lancieri partono forte, anche se il gol arriva in contropiede, per un'ingenuità della Juve, che si fa infilzare (sugli sviluppi di una punizione a favore) da Sulejmani, con un sinistro incrociato che passa tra le gambe di Buffon dopo una galoppata solitaria palla al piede, con Zebina che ritarda la chiusura e non riesce ad intervenire.
La Juve però, pur in difficoltà, non sbanda e trova la forza per reagire. Prima Diego per la testa di Chiellini, poi é Del Piero ad inventare per Diego, il cui destro è respinto in angolo da Stekelenburg, quindi un'altra magia del capitano, tunnel e colpo di tacco per il meraviglioso cross dalla sinistra di De Ceglie, sul quale s'avventa devastante Amauri. È il primo gol in Europa del brasiliano dal 2008, quando segnò al Real Madrid in una serata magica per la Juve. Che però continua a soffrire dietro, soprattutto sulle palle alte. Alderweireld sull'angolo da sinistra salta indisturbato, abbandonato da Felipe Melo, lo spauracchio Suarez é trattenuto in modo netto ma ingenuo da Chiellini.

Nel secondo tempo, l'Ajax continua a spingere, ma il gol lo trova la Juve, Del Piero pennella un cross morbido da sinistra per la capocciata prepotente di Amauri, che segna il 2-1, prima di uscire, per un acciacco al nervo sciatico. L'Ajax é generoso e arrembante, più di Suarez (che si fa ammonire e diffidato salterà il ritorno) é pericoloso De Jong che sfiora il pari due volte, con un destro bellissimo dalla grande distanza colpendo un palo clamoroso, a Buffon battuto e con un altro destro potente al volo a centroarea. Ma la Juve tiene anche in 10 uomini, quando nel recupero viene espulso in modo esagerato Salihamidzic.

mercoledì 17 febbraio 2010

Canada, Russia e Finlandia non steccano la prima!

Canada, Russia e Finlandia imitano gli Usa e vincono agevolmente all'esordio.

In un tripudio di bandiere a foglia d'acero, i padroni di casa, dopo un primo tempo finito 0-0, la mettono sul piano fisico e cominciano a pattinare sul serio, finisce 8-0 con tripletta di Iginla e il figlio del calzolaio napoletano di Montreal, il grande Roberto Luongo, festeggia con uno shootout.

Una super Russia non può far di meno dei grandi rivali canadesi e ne fa otto (a due) contro la Lettonia.

La Finlandia soffre un po' contro la Bielorussia, la differenza la fa la superiorità numerica (2-0 nel primo periodo, con i gol di Jokinen e Hagman, 17 a 2 il parziale dei tiri), poi Kostitsyn segna in apertura di secondo periodo, ma i bielorussi non sono altrettanto efficaci nelle due superiorità (Salei non sta in piedi) e i finnici ristabilscono le distanze ancora con Hagman (rete stupenda), Filppula ad inizio di terzo e ancora in in power play di Jarko Ruuttu sul tiro numero 43 (a 6!), finisce 5-1.

martedì 16 febbraio 2010

Partita l'Olimpiade dell'Hockey su ghiaccio, Usa-Svizzera 3-1

Facile vittoria del Team Usa contro la Svizzera nella gara inaugurale del 22° Torneo Olimpico di Hockey su ghiaccio (la prima edizione si svolse ad Anversa nei Giochi estivi del 1920, in anticipo sulla prima Olimpiade invernale).

Anche se con un solo allenamento alle spalle rispetto al lungo camp di Winnipeg e alle due amichevoli (1-2 all’overtime e 6-2 contro la Bielorussia) degli avversari, i giovani americani guidati dal ticket dei Toronto Maple Leafs - Ron Wilson sulla panca e Brian Burke dietro la scrivania - si dimostrano più forti e spietati degli elvetici (che pagano care alcune disattenzioni difensive) e più pericolosi in tutte le linee in attacco. Se lo spettacolo viene da Kane e soprattutto dall’imprendibile Parise, le prime due reti sono infatti prodezze individuali della coppia Ryan-Backes e la terza di Malone in superiorità numerica, mentre la prima linea si dimostra solida e tosta.

Al “Canada Hockey Place” (come è pomposamente ribattezzata la "General Motors Place" casa dei Vancouver Canucks), gli Usa iniziano con le linee d’attacco Langenbrunner-Kesler-Brown, Kane-Stastny-Parise, Kessel-Pavelsky-Malone, Ryan-Callahan-Backes, mentre la Svizzera risponde con Paterlini-Pluss-Rutheman, Wick-Jeannin-Lemm, Sprunger-Sannitz-Domenichelli, Monnet-Ambuhl-Deruns.
In porta sfida a distanza tra i quasi omonimi Miller e Hiller, in difesa Suter-Rafalski, Johnson-Whitney, Johnson-Orpik da una parte, Streit-Weber, Blindenbacher-Sbisa, Seger-Furrer, Diaz-Von Gunten dall'altra.

Dopo 19 minuti in cui l’emozione e la pressione regnano sovrane, l’equilibrio è rotto da un bolide di Ryan, che sfrutta al meglio la mancata liberazione di Pluss e colpisce gli svizzeri, fin lì pericolosi con Domenichelli e Ambuhl, come un fulmine a ciel sereno.
Anche la seconda rete, quando ancora non sono trascorsi 6 minuti dal primo intervallo, nasce da un errore svizzero (Ruthemann sotto porta) e da un contropiede micidiale e devastante di Backes che si beve Weber e supera Hiller, nell’occasione un po’ passivo nel lasciarsi superare in back-hand.
La terza rete giunge 2 minuti dopo in superiorità numerica (espulso Sannitz che ferma una pericolosa incursione di Parise) con Malone abile a sfruttare il lavoro di Pavelsky sotto porta.

Gli Usa a questo punto rallentano il ritmo e si addormentano un po’ (consentendomi di gustare la doppietta decisiva di Rooney nel 2-3 del Manchester United sul Milan negli ottavi di Champions), la Svizzera prende coraggio e nei primi dieci minuti del terzo periodo domina e crea almeno cinque occasioni da rete, fino al gollonzo di Wick il cui disco percorre tutto il gambale e i pantaloni di Miller e finisce in porta. Allora gli americani riprendono a caricare e pattinare, il gran tiro di Domenichelli sfiora la rete e aumenta i rimpianti, ma Parise e Brown rispondono a tono, Callahan con Backes vanno vicini alla rete (Streit recupera alla grande e impedisce l’assist finale), Pavelsky e Drury producono gli ultimi brividi prima della sirena finale.

lunedì 15 febbraio 2010

Immobile e Yago gemelli del gol, al Viareggio secondo trionfo consecutivo della Juve Primavera

Nonostante un virus che mi mette ko e mi costringe a casa, mi gusto la finale del Viareggio, dove la Juve arriva dopo un percorso trionfale costellato da sette vittorie, diciassette gol fatti e uno solo subito, quattro shootout di Pinsoglio e una semifinale vinta non senza qualche affanno, visto che il numero uno bianconero (miglior portiere dell’edizione) ferma per ben tre volte gli avanti dell'Atalanta lanciati a rete ma con i gemelli del gol Yago-Immobile che timbrano il cartellino.

E’ proprio la coppia delle meraviglie Immobile-Yago regala il secondo Viareggio consecutivo, settimo in totale, con il centravanti che si regala una tripletta e s’aggiudica il premio per il miglior goleador del torneo e di sempre (10 reti non le aveva mai fatte nessuno, in totale sono quattrordici) e di miglior giocatore (Golden boy).

La Juve, guidata dal bravissimo Luciano Bruni (che due Viareggio li aveva già vinti con la maglia della Fiorentina) e forte di un numeroso manipolo di ragazzi del 90’, alcuni con già alle spalle esperienze importanti in prima squadra (Immobile Esposito l’anno scorso, Marrone e Giandomenico nel campionato in corso, come Yago nel Bari) vince 4-2 dopo che al ventesimo della ripresa aveva chiuso la pratica portandosi sul 4-0.

Nel primo un rigore di Immobile procurato da Yago, abile a sfruttare un’incertezza del portiere Addario, sancisce la superiorità dei bianconeri vicini al gol con Esposito e lo stesso Immobile prima e con Belcastro e Marrone poi.
Le sovrapposizioni di Bamba ed Esposito sulla destra, la regia di Marrone, l'eleganza e la potenza di Giandonato, i guizzi di Belcastro, oltre ai fenomenali Immobile e Yago, sono garanzia del successo, anche se l'Empoli non sta certo a guardare, con un gran sinistro di Guitto che finisce sul palo e con il centravanti Dumitru stoppato in uscita disperata dall'ottimo Pinsoglio.

Nella seconda frazione, il raddoppio arriva su un'azione fotocopia del primo gol sfruttata direttamente da Immobile dopo che Addario respinge sui suoi piedi un cross dalla destra di Esposito, poi magistrale punizione di Yago dai trenta metri all’incrocio dei pali e quindi ancora Immobile da posizione defilata, su punizione di Yago ed ennesima incertezza di Addario che nel giorno del suo diciannovesimo compleanno, non ripete i miracoli sui rigori contro Roma (negli ottavi) e la sorprendente Rappresentativa di Serie D in semifinale.
A questo punto la Juve si rilassa un po’, entra Boniperti (ragazzo rapido e tecnico, non solo nipote d’arte), arrivano due gol di testa (Tognarelli e Tonelli) di un Empoli mai domo e il trionfo finale e meritato, con capitan Marrone che alza la coppa Carnevale 2010, anche in ricordo di Riccardo Neri e Alessio Ferramosca, i due giovani morti a Vinovo in circostanza tragiche nel dicembre 2006.