domenica 14 febbraio 2010

La Juve vince grazie a Del Piero e Checco Zalone!

Sul 2-2, ecco la telecronaca di Checco Zalone "C'è Del Piero nell'area avversaria, ma inciampa da solo, succede che vuoi, tanto l'arbitro ne ero sicuro, ha fischiato il rigore per noi. Noi juventini siamo piccoli eroi, gli unici martiri di capri espiatoi e voi siete gelosi, siete genti invidiosi, di una squadra gloriosi come noi.."

Ma nessuna paura, per una volta, dopo che siamo stati massacrati dagli arbitri, anche un piccolo aiutino ci sta benissimo. E chi grida allo scandalo, si vada a vedere il rigore non fischiato a Nesta dopo la trattenuta macroscopica su Di Natale venerdì, o il gol regolarissimo annullato al Cagliari a San Siro domenica contro l'Inter, tanto per citare solo gli ultimi episodi favorevoli alle milanesi (per i neroazzurri ci vorrebbe un'enciclopedia per raccontare tutti i regali di questi ultimi tempi).

La Juve ha meritato la vittoria, bisogna dirlo, messa in discussione solo da un primo tempo come sempre sotto tono (che comunque ho visto a sprazzi, preferendo i carri di Carnevale) e da un Buffon che dovrebbe vergognarsi, oltre che per la triplice bestemmia, per i due gol regalati, il secondo davvero ridicolo.

Dopo il gol di Rossi (che aveva in precedenza colpito un palo clamoroso con un siluro dalla distanza) con un tiro al rallentatore al 16' del primo tempo, pareggia Amauri con imperioso stacco di testa su grande azione, doppio dribbling e cross perfetto di Caceres sulla destra (bravo nell'occasione anche il raccattapalle a velocizzare il recupero della sfera).
Nella seconda frazione, Del Piero realizza un gol capolavoro su una carezza di tacco, meravigliosa, dolcissima di Diego28 e, dopo il pareggio immediato di Rossi con Buffon che non trattiene il cross di Sculli e concede il più facile dei tap-in a Rossi, ancora Del Piero si procura il rigore che trasforma con autorevolezza.

Bene il risultato, non la prestazione specie in difesa dove Zebina ha sbagliato molto, Legrottaglie era spesso in affanno su Suazo e Chielline e De Ceglie hanno avuto problemi di posizione, ma se cresce l'autostima, come dice Zac, speriamo crescano anche le vittorie, come aveva predetto Diego28 sabato, sicuro che i cambiamenti, le discussioni e il lavoro alla terza gara col nuovo tecnico avrebbero pagato.

sabato 13 febbraio 2010

Con due shootout di Adam Russo l'Italia batte Austria e Francia e vince l'Euro Ice Hockey

La Nazionale Azzurra vince l’Euro Challenge ad Asiago superando nella terza ed ultima giornata del torneo la Francia e si vendica in parte della doppia sconfitta dei Mondiali canadesi del 2008, che ci costò la retrocessione nel Gruppo B.

Già ieri l’Italia, seppur sottotono, si era confermata squadra tosta.
Certo l’Austria era priva di alcuni fra i giocatori migliori, come la superstar NHL d’origine ceca Thomas Vanek (Buffalo), Michael Grabner e Thomas Pock, ma anche gli azzurri potevano lamentare qualche defezioni e per di più lasciavano a riposo i vecchietti Ramoser e Porco, sostituiti rispettivamente da Luca Felicetti e Matteo Tessari; dopo un primo periodo a gran ritmo sostanzialmente equilibrato, i fratelli Thomas (che gioca nel Lulea, dopo i 23 gol dell’anno scorso nel Villach) e Micheal Raffl (25 reti quest’anno nella squadra carinziana) mettevano a dura prova insieme a Roland Kaspitz la difesa italiana, ma trovavano un muro nel sicuro e preciso Adam Russo, mentre solo la prima linea ed in particolare Ansoldi creava qualche grattacapo; nel terzo periodo la superiorità avversaria si manifestava nelle tante (troppe) superiorità numeriche che però non venivano concretizzate e ai rigori Egger portava a casa la vittoria.

Nel match odierno, parte forte la Francia nel primo periodo, costringendo spesso gli azzurri nel loro terzo. Ma la sicurezza di Adam Russo, confermato a difesa della gabbia dopo la grande prestazione di ieri e l'ottima difesa complessiva fermano la pressione francese. La gara prende invece una piega favorevole alla nostra Nazionale quando prima Gallace al 13'08" e poi Ansoldi (su assist di Ramoser)al 14'01" sfruttano una doppia superiorità numerica fischiata per ritardo del gioco.

Nel secondo tempo la Francia ripropone la propria pressione offensiva, ma gli azzurri si difendono con ordine e avrebbero anche in contropiede le occasioni per triplicare il vantaggio ma non le sfruttano. Le penalità, poi, condizionano il resto del periodo: Gallace riceve 10 minuti per proteste, Roland Ramoser 5 + 20 per cattiva condotta con successiva espulsione del capitano.

Il terzo periodo prosegue sulla falsariga del secondo, con la pressione francese per recuperare, ma le penalità dei nostri avversari ci agevolano ed il risultato non cambia. L’Italia torna a vincere l’Euro Ice Hockey Challenge dopo l’edizione francese del 2007.

Adam Russo é eletto miglior portiere del torneo e Giulio Scandella miglior attaccante.

venerdì 12 febbraio 2010

Muore Kumaritashvili, Rai Sport Più si dimentica dei rigori di Italia-Austria di hockey

Se non più tardi di ieri, avevo elogiato il servizio che Rai Sport Più sta dando all'hockey, questa sera si é sfiorato il ridicolo, anche se nel contesto della ferale notizia della morte dello slittinista georgiano Nodar Kumaritashvili alle Olimpiadi di Vancouver, questo episodio passa decisamente in secondo piano.

Dopo tre periodi di Italia-Austria, seconda gara valevole per l'Euro Ice Hockey Challenge, terminata 0-0 e senza supplementari per via di un problema al ghiaccio, con tutto il tempo per tagliare una parte della gara e trasmettere i rigori, mentre é preannunciata con largo anticipo la Conferenza stampa (poi rivelatasi del tutto inutile, del resto neppure Sky la dà in diretta) a Vancouver del Presidente Rogge, cosa ci combinano i geni della Rai? Sul primo rigore (che sarà decisivo) di Egger, interrompono la registrata e passano alle immagini da Vancouver (con in mezzo le parole inutili di un paio di commentatori dallo studio).

Poi dopo la Conferenza stampa che non comunica niente (della tragica morte già si sapeva, ma non viene detto nulla a proposito della cerimonia inaugurale), la Rai trasmette una serie di spot e passa ad una edizione di Sabato Sprint su Milan-Udinese (finita 3-2) di cui si sa già tutto, che tra l'altro inizia con la perla di Sabrina Gandolfi ("iniziare un'Olimpiade con una morte, non é bello"), mah.

Poi, dopo qualche minuto, bontà sua, la Rai si scusa con una dida che comunica la vittoria 1-0 dell'Italia ai rigori. No, cara Rai, così non si fa!

giovedì 11 febbraio 2010

Bella Italia e 4-1 all'Ucraina all'Euro Ice Hockey

Bella vittoria a Pergine dell’Italia che supera nella prima partita dell’Euro Ice Hockye Challange l’Ucraina per 4-1.

Priva di elementi importanti come Tragust e Signoretti impegnati nei rispettivi campionati in Germania e Svizzera, di Helfer influenzato, De Bettin e Anthony Aquino per problemi fisici, Trevor Johnson per problemi personali, Rick Cornacchia schiera in attacco la tradizionale prima linea Ramoser-Ansoldi-Fontanive, con Scandella-Egger e Iannone in seconda, Parco-Pittis-Souza in terza e Margoni, Pichler, De Toni e Zisser a ruotare in quarta, mentre in difesa Plastino all’esordio (positivo) è in linea con De Marchi, Strazzabosco con Borgatelli, Gallace con Gruber.

Nel primo periodo le squadre si studiano fino al gol di Souza all’11 – abile a deviare in back end la conclusione dalla blu di Plastino (forse il tocco finale è di Parco) – e all’immediato e fortunoso pareggio ucraino dopo solo un minuto.

Nel secondo tempo sale in cattedra Giulio Scandella, al rientro in nazionale dopo l’infortunio che lo ha costretto a quattro mesi e mezzo di inattività (frattura del perone e rottura dei legamenti, dopo esser finito contro la balaustra per uno sgambetto di un avversario) e sole sette partite condite da due assist nel Rogle in Svezia; il numero 10 s’invola veloce e potente sulla destra per due volte in pochi minuti e prima all’1’22” assiste Iannone il cui tiro in porta, deviato dal portiere, è ribattuto in rete da Egger, poi al 2’ con una splendida serpentina serve al bacio Pittis che libera un fendente con la stecca mancina che finisce nell’angolino; completa l’opera Parco che al 10’ con uno slap potente e preciso conclude una triangolazione con Souza.

Nell’intervallo Rai Sport Più, il cui contributo all’hockey italiano è non solo encomiabile ma di grande qualità, ci fa rivivere le emozioni del Mondiale Gruppo B vinto nell’aprile scorso in Polonia, con le straordinarie parate di Tragust e i gol indimenticabili di Ramoser contro la Polonia il 16 aprile (doppietta, il primo gol un diagonale stupefacente dalla destra che finisce nell’angolino opposto) nel 4-2 e il gol con la deviazione dall’alto al basso nel 2-0 contro l’Ucraina e in entrambi i casi il gol in empty net di Fontanive.

Nel terzo periodo, la coppia De Marchi-Plastino e compagni fanno bella guardia nel 5 contro 3 d’inizio periodo (fuori Scandella e Strazzabosco), Bellissimo si conferma un muro e la partita si trascina fino alla fine con poche emozioni.
Domani alle 21 seconda gara contro l’Austria, su Rai Sport Più e con la telecronaca del sempre bravissimo Stefano Bizzotto.

martedì 9 febbraio 2010

La pagella del primo quadrimestre


Buffon 6 di stima
Chimenti S.V.
Manninger 6 Normale
Càceres 6,5 Promettente, veloce
Cannavaro 5 In declino
Chiellini 6,5 Bene, ma in calo
De Ceglie 6,5 Discreto
Grosso 3 Imbarazzante
Grygera 5 Insufficiente
Legrottaglie 6 Sufficiente
Zebina 5 Basta!
Candreva 5,5 Colpevole sul gol contro la Roma
Camoranesi 5,5 Troppi infortuni, corre poco
Diego Ribas da Cunha 6,5 Fede, speranza e assist
Giovinco 5,5 Gli manca la forza fisica e la continuità
Marchisio 6 La perla contro l'Inter vale la sufficienza
Melo 5 Per quanto pagato e perché vuole sempre fare il duro
Poulsen 5 Non é da Juve
Salihamidzic 6,5 Garanzia
Sissoko 6,5 Come Chiellini, ma in crescita
Amauri 4 Non è più lui
Del Piero 5 Insufficiente
Paolucci 5 Non per colpa sua
Iaquinta 6 Decisivo ma troppo assente
Trezeguet 6 Per i gol, non per le prestazioni
Immobile, Marrone e Giandonato 6 Quei bravi ragazzi!

domenica 7 febbraio 2010

A Livorno 1-1. C'era una volta la Juve...


Basta, hanno vinto loro, Blanc, Secco e Bettega, Lippi e Zaccheroni, ma anche Grosso e Felipe Melo, Cannavaro e Amauri; non se ne può più, vedetela voi questa Juve, io ne ho abbastanza di perdere tempo prezioso, meglio un buon libro al sabato sera o una domenica all’aria aperta, al massimo vedrò qualche posticipo serale, giusto perché di lunedì si va al lavoro.

Ma chi può sopportare spettacoli come quelli di Livorno, un primo tempo vergognoso senza tiri a rete, a parte un cross sbagliato di Caceres finito tra le braccia di Rubinho all’inizio, una specie di punizione e un tiraccio alto di Del Piero e il gol sull’unico schema che funziona, il cross di Diego per la testa di una torre, questa volta Legrottaglie, ma soprattutto il gol subito da “oggi le comiche", il solito Grosso che perde sciaguratamente palla a metà campo, cross dalla destra di Pulzetti e poi dalla sinistra di Vitale per la testa di Filippini – in uno dei rari momenti in cui non era per terra – 168 centimetri in mezzo ai corazzieri juventini.

Nel secondo tempo sempre la stessa solfa, errori su errori, gioco scadente, due sole azioni degne di nota, assolo di Diego per il tiro di Candreva e iniziativa di Del Piero sulla linea di fondo, per il resto niente.

In attacco, Amauri non guarda mai la porta e ha la mobilità di un elefante, Del Piero è impalpabile; a centrocampo, Felipe Melo pensa solo a fare il duro ma non costruisce nulla, Candreva è inutile; sulle fasce Caceres è fuori ruolo e Grosso è fuori sport, farebbe la riserva nel Real Vidigulfo; in difesa, lasciamo perdere.

Un capitolo a parte merita l’arbitro Rocchi. Uno così scarso avrebbe meritato la presenza di Mourinho.
Ma ve lo immaginate lo Special One a commentare il fallo di Lucarelli su Caceres sull’azione del primo gol del Livorno? O il secondo giallo che costa l’espulsione a Melo, assolutamente ridicolo, tocca appena Diniz ma giusto perché era lì e non poteva smaterializzarsi? O l’interruzione su un percussione di Melo, solo perché Filippini si butta pancia a terra verso il pallone? O la mancata concessione di un rigore su Diego? O i falli su Del Piero e Diego? O la tolleranza per le pantomime dei giocatori amaranto?

Ecco il vero rimpianto della serata. Mi sono mancate le scenate di Mou e ho dovuto sorbirmi la faccia triste di Zac.
Il futuro, é nebbia.

venerdì 5 febbraio 2010

Il Milano Rossoblu non é la Juve, continua a vincere!

La solita nevicata milanese del venerdì pomeriggio questa volta non mi blocca a casa, tanto più che all'Agorà mi aspetta il grande LK, che da Toronto si é trasferito a Milano, proprio nel momento in cui il 44 faceva il percorso inverso(entrambi sono rossoneri), misteri della vita!

E mai scelta fu più propizia, visto che il Milano Rossoblu batte il Merano 2-1, sotto gli occhi del tifoso Beppe Bergomi (che senza Caressa é un'altra persona e porta pure bene), testimonial della campagna “Datti all’Hockey” e già alla conferenza stampa di presentazione della squadra d'inizio stagione, che ha ricevuto dalle mani di Onorato Arisi la maglia ufficiale dell’HMR scodellando l’ingaggio iniziale.


Il match inizia su buoni ritmi e la prima occasione per i rossoblu è un tiro di DeFrenza respinto da Baur. Con le squadre in 4 contro 4, le penalità a Migliore e Huber precedono all'8.22 un improvviso blackout elettrico che costringe l’incontro ad una pausa (mai vista prima in dieci anni di hockey) di una decina di minuti.



Alla ripresa del gioco, è Lyness a farsi pericoloso dalla blu con una conclusione che termina nella pinza di Della Bella. La successiva superiorità numerica del Milano produce un rovescio di Tomasello parato da Baur, preludio al gol che arriva al 14.41 firmato proprio dal 34 rossoblu, lesto sottoporta ad insaccare l’assist di DeFrenza. Nel finale del drittel, i ragazzi di Pajic usufruiscono di una prolungata superiorità numerica (fuori l'ex Mitterer e Rizzi) sfiorando il raddoppio più volte in particolare con Sotlar dalla blu e con Tomasello da distanza ravvicinata, un autentico tiro a segno che si conclude con ben sedici parate di Baur, alcune anche in serie.

Il ritmo di gioco si mantiene alto anche ad inizio secondo periodo dove Della Bella si dimostra un vero e proprio muro. Se infatti da principio é il Milano a tentare la via della rete con De Frenza, la frazione é poi tutta meranese, con il goalie rossoblu impeccabile in rapida successione sui tentativi di Moren, Rizzi e Romano, Virta e Oberdorfer. Al 30.37 doppia superiorità numerica per il Merano, ma gli ospiti si trovano la porta sbarrata da Della Bella e dalla grinta dei rossoblu. Superata l’inferiorità, il portiere milanese è ancora una volta bravissimo sul tiro a colpo sicuro di Rizzi. I ragazzi di Pajic si fanno vedere nuovamente in fase offensiva con un diagonale di Vodolazkis neutralizzato dalla pinza di Baur. Sul finire del periodo, è il Milano a spingere e i rossoblu passano ancora al 38.31 con Caletti che finalizza una splendida triangolazione in power-play iniziata da Sotlar e proseguita con l'assist smarcante di Tomasello (ennesimo punto a referto per lui in questa fase della stagione). Al 39.51 è un’invenzione di Hilden, bravo a saltare Betti e a trovare l’angolino, a riaprire il match dimezzando le distanze.

Il terzo periodo si apre con due superiorità numeriche per gli ospiti, ma Della Bella non si lascia sorprendere da Hilden e Virta. La situazione si ribalta al 47.17 con i rossoblu che possono contare su due uomini in più di movimento. Il disco giusto capita sulla stecca DeFrenza, ma il numero 11 non trova clamorosamente il tempo per battere a rete. Fasi cruciali del match con gli ospiti che cercano il pareggio, ma il Milano difende il vantaggio con le unghie.
Della Bella, prima blocca un gran tiro ravvicinato di Rizzi, poi in due tempi ferma la pericolosa incursione di Belcastro e poi tanti altri interventi in sicurezza dell’MVP della partita e dell’intera stagione rossoblù.

Al 59.18, il Merano gioca l’ultima carta togliendo Baur, ma non c’è nulla da fare. La sirena finale sancisce la vittoria tanto sofferta quanto importante del Milano, che ora andrà a Caldaro a giocarsi la terza piazza, dopo aver superato proprio i lucci grazie alla loro contemporanea sconfitta in Gardena.

Felice della vittoria e della partita avvincente come tutto sommato questa serie A2, me ne torno a casa, immerso nei miei pensieri e nei miei ricordi, San Siro mi ricorda l'Eishalle e Viale Caprilli al buio, mi sembra quasi Karteminde.