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domenica 27 dicembre 2009

Alla Spengler il Davos sa solo vincere!

Secondo successo consecutivo alla Spengler Cup per il Davos che, dopo la Dynamo Minsk, batte anche i campioni cechi del Karlovy Vary, anche grazie alla tripletta di uno scatenato Juraj Kolnik.
Lo slovacco, come il compagno Reto Von Arx contro i bielorussi, realizza I primi due gol che si rivelano decisivi; prima agguanta il pareggio, con una zampata a nove secondi dal termine del periodo d'apertura, dopo un tiro (di un sempre decisivo Naumenko) che sfugge a Sablik; poi, a metà del secondo periodo, dopo i tentativi in serie di Duca, Clarke e Taticek, Satzinger e Marc Wieser, fugge in contropiede su assist del solito Von Arx e, a tu per tu con il suo connazionale, lo trafigge con uno splendido back hand, subito imitato (sono passati solo 23 secondi!) da Marc Wieser che, sempre su micidiale ripartenza e su assist del fratello Dino, realizza il punto del 3-1 con una fucilata che s’infila maligno tra spalla e pinza del goalie slovacco, prima di finire ko per un micidiale check a centro pista di Prusek.
E dire che la prima parte della gara registra un sostanziale predominio dei cechi, passati in vantaggio al 9’ con Skuhravy, lesto ad approfittare (mettendo il rovescio della stecca) di un disco che Reto Berra, schierato per l’occasione al posto di Genoni, non riesce a trattenere.
Sul 3-1 per il Davos, il match sembra chiuso, Widing fallisce clamorosamente un gol a porta vuota ma, in un susseguirsi di corsi e ricorsi storici, il Karlovy Vary trova la forza di riaprirlo proprio quando mancano ventuno secondi alla sirena del secondo periodo, con una rete capolavoro di Kumstat che in superiorità numerica (espulso Helfer) approfitta di un tiro largo di Nemec per colpire al volo in back hand (ancora una volta!) ed infilzare un incolpevole Berra.
Il Davos però ritrova il doppio vantaggio quasi subito con Paolo Duca, abile a recuperare il disco dietro la porta avversaria e, aggirata la difesa ceca, ad infilare Sablik con un tiro preciso nel sette. Kolnik chiude la contesa al 58’ e firma l’hat trick, su assist (ma va?) di Reto Von Arx.
Nell’incontro serale, non certo esaltante, la Dynamo Minsk batte di misura il Mannheim con reti di Varlamov al 32 e di Kovirshin al 49’, subito dopo il provvisorio pareggio al 47’ di Arendt e mantiene vive le speranze di accedere alla finale del 31 dicembre.

sabato 26 dicembre 2009

Dopo dieci anni, é ancora Spengler Cup!

Solo chi ha avuto il privilegio di poter vivere l’emozione della Spengler Cup nella mitica Eishalle di Davos può capire il fascino di un torneo esibizione che mette a confronto le migliori scuole della vecchia Europa con i mostri sacri canadesi e russi e che in un passato ormai remoto ha visto trionfare tre volte i Diavoli Rossoneri e due il Milano Inter, l’ultima nel 1954.
Correva l’anno 1999 ed il mio esordio era da tempi eroici, partenza da Milano alle 9 del mattino con il buon vecchio Bordi in ritardo d’ordinanza, colazione al Bar di Corso Sempione, bufera di neve a Chiavenna, mani ghiacciate che infilavano a fatica le catene alle ruote della mitica Brava di papà (la Focus non era catenabile!), pranzo continentale (in macchina, come nella miglior tradizione!) a base di tartine avanzate di Natale dopo la cena della vigilia per festeggiare i trent’anni, Maloia superato a fatica, il successivo passo svizzero chiuso e dunque attraversato con la macchina sul treno!!!!! con l’acqua che cadeva da non so dove e sembrava di essere in un autolavaggio. Poi le due partite, la cena con Renato Tosio!!!e un’oretta, dalle 23 alle 24, a cercare la macchina sepolta sotto un metro di neve pulendo un centinaio di auto altrui, viaggio di ritorno in albergo a trenta chilometri di distanza ma a dieci all’ora, solo alberi e neve, neve e alberi, come nel Medioevo, con arrivo alle 3, dicasi 3, del mattino.
Ecco perché dieci anni dopo, purtroppo quarantenne e con il vecchio diavolo rossonero in quel di Toronto, non potevo disertare la gara inaugurale della Spengler, sia pure su Eurosport 2, con un commento da incubo e i bimbi urlanti.
La Spengler Cup edizione n. 83 parte con i padroni di casa del Davos “rinforzato” contro i bielorussi della Dynamo Minsk, ultimi nella Lega russa ma zeppi di fuoriclasse, a cominciare dal trio finnico Ossi Vaananen, Ville Peltonen e Mikko Jokela (ma solo quest’ultimo oggi sul ghiaccio), oltre a Richard Lintner e Sergei Varlamov.
Nelle file grigionesi la gradita sorpresa è il mio ex idolo Armin Helfer, 29 anni, di gran lunga il miglior giocatore italiano, cinque scudetti vinti a Milano, una stagione in Austria all’Innsbruck e lo scorso anno in Svizzera, nel Turgovia (serie B elvetica, allenato da Erwin Kostner), farm team del Kloten, con cui ha pure disputato due incontri in A ma non avendo avuto garanzie di un posto in squadra, ha preferito quest’anno la maglia del Valpusteria, capolista di serie A.
Nonostante il Santone Arno Del Curto scherzi nel pregara con la telecamera di un operatore, il Davos, quarto in classifica nella LNA, inizia molto seriamente e trova il gol dopo otto-secondi-otto, grazie a Reto Von arx che a centro pista devia un tiro senza pretese di Beat Foster, finito in mezzo ai gambali di Koval.
I bielorussi non ci stanno e salgono subito in cattedra, pattinano che è un piacere, costringono la difesa grigionese agli straordinari (Helfer finisce presto in panca puniti) e bersagliano la porta ben presidiata da Leo Genoni (Antonenko centra il palo), anche se prestano il fianco ai contropiedi di Guggisberg e Widing e concedono un paio di penalità; proprio in inferiorità numerica, trovano il pari con una splendida combinazione Kochetkov-Varlamov che l’ex NHL conclude facilmente.
Il Davos chiude il tempo in palese difficoltà, come dimostrano le penalità in serie inflitte al ticinese Duca (in prestito dall’Ambri), all’austriaco Setzinger (rinforzo dal Langnau), al ceco Mahra e soltanto la traversa ferma Stas.
Il secondo drittel sembra la fotocopia del primo, con Guggisberg che dopo soli sette secondi tenta d’imitare Von Arx - ma Koval questa volta è attento – e il Minsk che continua a dominare e passa in vantaggio con Jokela che, lanciato da Chupris, batte Genoni.
Il Davos non ci sta, Joggi, Grossmann e Widing non hanno fortuna, Reto Von Arx ancora una volta sì e fa doppietta su assist di Kolnik, per il 2-2 che chiude la seconda frazione di gioco.
Nel terzo e decisivo periodo, è sempre il Davos a partire lancia in resta (con il buon Reto e Naumenko) e il Minsk a comandare il gioco con Stas in bella evidenza, ma l’equilibrio regna sovrano ed è spezzato solo da un gran tiro dalla linea blu di Naumenko in superiorità numerica.
Il popolo della Vaillant Arena esulta e la birra può scorrere a fiumi fino alla pirotecnica vittoria del Team Canada contro i campioni cechi del Karlovy Vary (che da buon Family Man seguo da internet), 7-6 con botta e risposta (quasi) senza fine, Dobron e Siklenka nel primo periodo, Kristek e Heins, Roche e ancora Kristek, McLean e Zyuzin nel secondo, Pech e Bell, Daigle e Kostal nel terzo, fino all’overtime in bianco e al rigore decisivo di Aubin.