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mercoledì 30 dicembre 2009

Dynamo Minsk-Davos finale della Splengler Cup, Ritorno...al futuro!

Per la prima volta dopo quattro anni il Team Canada non giocherà la finale della Coppa Spengler, che avrà come atto conclusivo lo stesso match d’apertura, la Dynamo Minsk contro i padroni di casa del Davos.

I bielorussi hanno vinto di misura contro la squadra di McTavish, grazie alle sue stelle e all’ottima prestazione di Koval, preferito tra i pali a Mezin, distintosi in particolar modo nella fase finale della partita, quando ha eretto un muro davanti all’assedio del Team Canada.
La Dynamo Minsk passa in vantaggio al 9’ con Jokela su assist di Peltonen, ma è raggiunta dopo soli tre minuti da un gol sospetto di McLean, che devia col pattino un tiro di Roche in superiorità numerica, espulso Kochetkov. Ancora una volta è una doppietta a fare la differenza, Kochetkov si fa perdonare della precedente penalità e dà il doppio e decisivo vantaggio alla sua squadra, prima su assist di Chupris al 24’ e poi in power play su combinazione Varlamov-Chupris, davvero scatenati.
I gol di Heins al 35’ e di Vigier al 52’, dopo che Chupris devia alle spalle di Dubielewicz un tiro di Varlamov, si rivelano infatti inutili.
I giocatori della Dynamo si preparano dunque per la finale ma soprattutto per il cenone e i botti di capodanno a Davos, che ottengono come premio partita!

Nella seconda "semifinale" il Davos supera, secondo pronostico e con pieno merito il Mennheim che, una volta esauriti i miracoli della sua difesa più che del proprio goalie, mostra tutti i suoi limiti.
Il gol di Spylo dopo 3’ minuti illude i tedeschi di poter creare la seconda sorpresa della giornata, ma il Davos non ci sta e comincia a bersagliare l’ottimo Brathwaite con Setzinger, Rizzi e Guggisberg, fino all’errore decisivo di Hedlund, che consente a Salmonsson e Clarke di confezionare la rete di Dario (un nome, una garanzia) Burgler.
Nel periodo centrale, il Davos esibisce un miglior possesso del disco che si traduce in piacevoli trame di gioco e in numerose occasioni da rete, soprattutto con la prima linea Kolnik-Reto Von Arx-Guggisberg, quest’ultimo davvero imprendibile.
Come nella partita del pomeriggio, l’equilibrio è rotto nella fase centrale del secondo periodo, quando i marcatori sono Kolnik e Salmonsson, ma il maggior merito è di Guggisberg, meraviglioso ispiratore e suggeritore delle reti.
Il terzo periodo è un monologo e il Davos cercherà domani d’impedire ad un’altra Dynamo, dopo quella di Mosca l’anno scorso, di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo.

N.B. Meglio commentare la Spengler Cup che la partita amichevole della Juve contro l'Al Ittihad (2-2 il finale), vedendo il primo gol subito da Manninger da trenta metri e la seconda rete con la difesa tagliata fuori da un colpo di tacco in area. Se non con Hidding (prima o poi arriva), si potrebbe provare con Brathwaith e l'allenatore del Mannheim!

martedì 29 dicembre 2009

Anche il Team Canada perde, domani resa dei conti a quattro alla Spengler Cup!

Una sorpresa e una conferma nella quarta giornata della Spengler Cup, con la sconfitta del Team Canada ad opera del Mannheim per 5-2 e la facile vittoria della Dynamo Minsk sul Karlovy Vary già fuori dai giochi.
I risultati fanno delle partite in programma domani due vere e proprie semifinali: chi vince tra Team Canada - Dynamo Minsk e tra Davos – Mannheim giocherà la finale del 31 dicembre, chi perde sarà solo spettatore.

Nel primo incontro, il Mannheim si conferma squadra solida, con una difesa ermetica e una coppia di portieri davvero in stato di grazia, degna erede del nostro Mike Rosati che con le sue parate face vincere alle aquile quattro scudetti consecutivi a metà degli anni novanta.
Il primo quarto d'ora di gara vede la netta supremazia tecnica dei canadesi con la foglia d’acero sulla maglia sui tanti connazionali in maglia tedesca, ma i tentativi di Vigier sotto porta, di Heins in contropiede, di Trudel e i vari slapshots nei primi power-play non hanno alcun esito, di fronte alla disarmante sicurezza del colored Brathwaite che sembra davvero insuperabile.
A venire incontro al Mannheim ci pensano due fattori chiave in questo torneo: il gol in “zona Spengler” e il “realizzatore multiplo”. La squadra tedesca apre infatti le marcature a 13'' dalla fine del primo tempo, con Methot in superiorità numerica e, dopo il pareggio canadese ad opera di Trudel a un minuto dall'avvio del secondo parziale, Spylo mette in scena il suo show, andando a segno al 22', 24' e 30'; Steiner completa l’opera su azione di contropiede e rende inutile, a due minuti dalla seconda sirena, la rete di Heins.
Il Team Canada ripete nel terzo tempo la prestazione dei primi 15’ minuti di gara e non riesce, nonostante le buone occasioni (tra cui una doppia superiorità numerica) a superare Brathwaite, che dà un grande dispiacere alla squadra di cui è stato nel passato protagonista.

In serata, alla Dinamo Minsk bastano quattro minuti per schiantare il Karlovy Vary, con tre gol di Meleshko, Chupris e Hyvonen a Sabrik in tre minuti e il quarto, 21” secondi dopo l’ingresso di Mensator, al quarto minuto (!), di Meleshko (doppietta!). I cechi fanno finta di niente, provano a rientrare in partita, ma in sei minuti, al 23”, 25” e 29", Westcott, Hyvonen e Antonov (doppietta anche per lui, sempre su assistenza di Peltonen) ribadiscono la dura lezione.

lunedì 28 dicembre 2009

Primo stop per il Davos nella Spengler Cup, Team Canada troppo forte!

La Spengler esprime i primi verdetti nella terza giornata: il Team Canada ha un piede nella finale, il Davos e il Minsk sono favoriti per l’altro posto, il Mannheim, che ha ancora due incontri da disputare, può continuare a sognare (ma deve ancora incontrare Team Canada e Davos), mentre il Karlovy Vary, che ha perso tutte le tre partite disputate finora (due ai rigori), pur avendo due punti, é fuori dai giochi.

Nel pomeriggio, il Karlovy Vary riesce nell’impresa, a suo modo storica vista la netta supremazia, di perdere con gli Adler Mannheim che, in piena zona Cesarini (o forse sarebbe meglio dire in zona Spengler, visti i tanti gol nei finali di tempo) pareggiano a soli 28 secondi dalla terza sirena con l’italo Mario Scalzo e s’impongono ai rigori.
L’eroe della giornata è il back-up tedesco Lukas Lang che, ancor più del suo collega Fred Brathwaite, autore ieri di una sontuosa prestazione, si rivela decisamente intrattabile e tiene in partita i suoi fino all’ultimo subendo una sola rete (al 12’) dall’ex stella NHL Ziggy Palffy in superiorità numerica e nella serie dei rigori prevale sul goalie avversario Mensator, parando cinque dei sei tiri di rigore.
Più che una partita è un tiro al piccione, ma il nostro Lang non ha alcuna voglia di finire ripieno e sfodera una serie d’interventi notevoli fin dal primo periodo, addirittura miracoloso quello su Kumstat, quando da sdraiato pinza al volo il disco sulla linea di porta e lo trascina (forse quasi) fuori, venendo giustamente premiato dagli arbitri che davanti all’istant replay esprimono stupore per la mostruosa parata.
I cechi pattinano forte anche nel secondo periodo e spesso il Mannheim deve ricorrere alla maniere forti subendo penalità a ripetizione, ma i tentativi di Kristek, Kumstat and Melenovsky, di Kostal e Skuhravy in penalty killing, di Loginov e Kostal su gran tiro di Skuhravy non finiscono nel sacco.
La musica non cambia nel terzo periodo e nell’extra time, nei rigori Spylo risponde a King, ma Papineau dà l’immeritata vittoria ai tedeschi.

Nel big match della serata, non c’è storia tra Davos e Team Canada, che dopo 32 minuti conduce 4-0 con i goals di Vigier, Bell (doppietta) e Tremblay (dopo un errore di Jan Von Arx) e al 34 5-1, quando Daigle risponde al solito Naumenko, Setzinger firma l’inutile 2-5, prima del gol di Trudel che fissa il punteggio sul 6-2.

domenica 27 dicembre 2009

Alla Spengler il Davos sa solo vincere!

Secondo successo consecutivo alla Spengler Cup per il Davos che, dopo la Dynamo Minsk, batte anche i campioni cechi del Karlovy Vary, anche grazie alla tripletta di uno scatenato Juraj Kolnik.
Lo slovacco, come il compagno Reto Von Arx contro i bielorussi, realizza I primi due gol che si rivelano decisivi; prima agguanta il pareggio, con una zampata a nove secondi dal termine del periodo d'apertura, dopo un tiro (di un sempre decisivo Naumenko) che sfugge a Sablik; poi, a metà del secondo periodo, dopo i tentativi in serie di Duca, Clarke e Taticek, Satzinger e Marc Wieser, fugge in contropiede su assist del solito Von Arx e, a tu per tu con il suo connazionale, lo trafigge con uno splendido back hand, subito imitato (sono passati solo 23 secondi!) da Marc Wieser che, sempre su micidiale ripartenza e su assist del fratello Dino, realizza il punto del 3-1 con una fucilata che s’infila maligno tra spalla e pinza del goalie slovacco, prima di finire ko per un micidiale check a centro pista di Prusek.
E dire che la prima parte della gara registra un sostanziale predominio dei cechi, passati in vantaggio al 9’ con Skuhravy, lesto ad approfittare (mettendo il rovescio della stecca) di un disco che Reto Berra, schierato per l’occasione al posto di Genoni, non riesce a trattenere.
Sul 3-1 per il Davos, il match sembra chiuso, Widing fallisce clamorosamente un gol a porta vuota ma, in un susseguirsi di corsi e ricorsi storici, il Karlovy Vary trova la forza di riaprirlo proprio quando mancano ventuno secondi alla sirena del secondo periodo, con una rete capolavoro di Kumstat che in superiorità numerica (espulso Helfer) approfitta di un tiro largo di Nemec per colpire al volo in back hand (ancora una volta!) ed infilzare un incolpevole Berra.
Il Davos però ritrova il doppio vantaggio quasi subito con Paolo Duca, abile a recuperare il disco dietro la porta avversaria e, aggirata la difesa ceca, ad infilare Sablik con un tiro preciso nel sette. Kolnik chiude la contesa al 58’ e firma l’hat trick, su assist (ma va?) di Reto Von Arx.
Nell’incontro serale, non certo esaltante, la Dynamo Minsk batte di misura il Mannheim con reti di Varlamov al 32 e di Kovirshin al 49’, subito dopo il provvisorio pareggio al 47’ di Arendt e mantiene vive le speranze di accedere alla finale del 31 dicembre.